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ARABILIOSO, Autori vari - Recensione

  • Immagine del redattore: rossanazancanaro
    rossanazancanaro
  • 7 gen
  • Tempo di lettura: 3 min
copertina del romanzo I figli del cratere

Autore: Fadi Zaghmout, Nadia Afifi, Sara Saab, Jess Barber, Adbulla Moaswes, Emad El-Din Aysha, Maria Dadouch, Farah Kader


Vuoi leggerlo? Eccolo!


Genere: Fantascienza


Numero pagine: 230


Tempo e spazio: Futuro, Terra.


Età di lettura: A partire dai 12 anni


Trama: La fantascienza araba è in gran parte sconosciuta a livello internazionale, per questo motivo Arabilioso si propone di farvi scoprire nove storie che appartengono a cinque autrici e quattro autori provenienti da Bahrain, Egitto, Iraq, Giordania, Libano, Palestina e Siria. Tra i temi ricorrenti delle storie ci sono gli effetti delle nuove tecnologie sulla società araba, profondamente radicata nella vita comunitaria e lontana dall’individualismo occidentale, come pure l’ansia per le devastazioni prodotte dall’emergenza climatica oppure la nostalgia per un passato che, seppure difficile e travagliato, è ancora in grado di assicurare radici culturali e identità ai personaggi.

Indice

Panumanesimo: speranza e pragmatismo di Sara Saab & Jess Barber (Libano e USA)

Lo stendardo di Ur di Hassan Habdulrazzak (Iraq)

Il bazaar sotterraneo del Bahrain di Nadia Afifi (Bahrain)

Un giorno nella vita di Anmar 20X1 di Adbulla Moaswes (Palestina)

Gomma da masticare alla cannella di Maria Dadouch (Siria)

Alla Nuova Gerusalemme di Farah Kader (Palestina-USA)

Esposizione K di Nadia Afifi (Bahrain)

Una jaha nel Metaverso di Fadi Zaghmout (Giordania)

Il signore del Mediterraneo di Emad El-Din Aysha (Egitto)

Fantascienza araba: la speranza in un futuro e un passato migliori di Emad El-Din Aysha (Egitto)


Recensione: Il proposito di questa raccolta è quello di trovare e proporre voci alternative alle narrazioni che maggiormente saturano l'ambiente della fantascienza, trasportarci dentro uno sguardo differente, pregno di tradizioni a noi spesso sconosciute. È stato un viaggio che ho trovato affascinante da lettrice di fantascienza e appassionata di racconti.

Ogni racconto ha la sua personalità, il che ha contribuito a rendere la lettura coinvolgente, e trovo ci siano storie per tutti i gusti: per chi preferisce racconti introspettivi e che si concentrano sull'aspetto umani dello sguardo al futuro, per chi è incuriosito dalle tecnologie fantastiche, per chi apprezza quella vena un po' inquietante che la fantascienza a volte mostra.

Sono rimasta molto colpita dall'attenzione ai temi legati all'ambiente e all'ecologia, alcuni dei racconti che mi hanno lasciato di più trattano proprio questo argomento in maniere sempre molto diverse. Il primo della raccolta, ad esempio, il più lungo e forse a mio parere anche il più lento, ci mostra un futuro distopico ma con uno sguardo rivolto alla speranza e carico di ottimismo, propositivo, che vuole trasmetterci l'idea che tutto è possibile e che lottare per il nostro pianeta non sarà mai fatica sprecata. Altri racconti, al contrario, sembrano volerci mostrare uno scorcio di un futuro spaventoso più come monito che come proposito di miglioramento, ma forse sono anche quelli che, con la forza dell'angoscia, mi hanno impressionata maggiormente.

Da appassionata di horror in ogni caso non posso nascondere che i miei racconti preferiti sono stati proprio quelli con una vena inquietante più spiccata, come "Gomma da masticare alla cannella" che è il mio preferito; con a mio parere un vero stile-Stephen King, ci racconta di un futuro terrificante dove la distanza di classe tra i cittadini del mondo unita a una pandemia hanno portato conseguenze impensabili e tremende, gestite dalle persone come la loro nuova normalità.

Troviamo però anche racconti più lievi, come "Una jaha nel Metaverso" che è un altro tra i miei preferiti, dove le tradizioni si uniscono a tecnologie fantastiche creando una fusione unica.

Gli stili degli autori sono molto differenti gli uni dagli altri, rendendo la lettura variegata e interessante. Forse proprio questo termine può meglio riassumere la mia esperienza di lettura; non ho amato tutti i racconti ma non è mai sceso il mio livello di interesse.

Credo in conclusione che questa antologia sia una piccola perla nel panorama della fantascienza. Stimola la curiosità e le riflessioni, apre gli orizzonti, inquieta il giusto, mostra possibilità, e- forse la cosa più importante alla fine, racconta storie appassionanti che consiglio di leggere a chiunque ami la fantascienza e le storie del Mondo.

 


Perché leggerlo? Perché è una fantascienza differente.

Perché i racconti sono tutti così unici.

Perché se ti piacciono le storie dal mondo, queste sono super particolari.


Perché non leggerlo? Perché se non ti piacciono i racconti e preferisci i romanzi, non fa per te.

Perché se non ami la fantascienza o avventurarti in nuovi generi, potrebbe non fare al caso tuo.

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