ECOLUZIONE, F. Verso - Recensione
- rossanazancanaro

- 3 apr
- Tempo di lettura: 4 min

Autore: Francesco Verso
Vuoi leggerlo? Eccolo!
Genere: Fantascienza, Solarpunk
Numero pagine: 218
Tempo e spazio: Futuro, Terra.
Età di lettura: Qualsiasi
Trama: All’interno della raccolta troverete un androide capace di tessere il bisso – o seta del mare – in Sardegna, alberi di ailanto che occupano l’intero centro commerciale di Porta di Roma, bizzarri esperimenti di illuminazione fosforo-vegetale, abili naniscalchi esperti nell’arte della programmazione del pepe del Sichuan in Cina, progetti di terraformazione per ospitare i migranti climatici respinti nel mar Mediterraneo e soluzioni native bio-ispirate contro l’esproprio delle terre intorno al lago Bajkal in Russia.
“Ogni racconto dell’antologia è una soluzione ecologica ai problemi delle città e anche un suggerimento per “lavorare con” invece di “lavorare contro” la natura.” Clelia Farris
Indice dei contenuti:
Solarpunk: nuovi semi dalle ceneri del futuro
La tessitura del mare
Verdore
Il maestro delle piccole cose
La nave verde
Ecoluzione
Com’è verde la città di Clelia Farris
Intervista a Francesco Verso a cura di Arielle Saiber
Recensione: Avete mai sentito parlare del Solarpunk?
Se siete appassionati di fantascienza forse sì, ma può anche darsi che non abbiate idea di cosa si tratti perché è un genere piuttosto particolare, che si sta ritagliando uno spazio nel panorama della letteratura fantascientifica relativamente da poco tempo a questa parte.
Questa raccolta ci fa immergere in questo sottogenere innanzitutto con un’introduzione che ne spiega la storia, gli elementi, le caratteristiche e i collegamenti al mondo reale, poi attraverso i sei racconti che la compongono.
Il mondo del Solarpunk è estremamente affascinante: unisce l’attrattiva delle distopie alla speranza di un futuro migliore, creato sulla base di una convivenza armonica tra uomo e natura. E così le tecnologie futuristiche tipiche della fantascienza si uniscono alla biologia, all’ecologia, al rispetto e alla cura per la natura, andando a creare soluzioni tecnologiche nuove e geniali che invece che inquinare aiutano il pianeta e tutte le forme viventi che ci vivono.
Questi racconti sono proprio delle perfette dimostrazioni di questa filosofia. Seguiamo le vicende dei personaggi più disparati- persone qualsiasi, androidi, migranti in fuga, ma soprattutto giovani che desiderano riconnettersi con le tradizioni della propria famiglia e della propria storia. Nonostante alle volte mi sia sembrato che avessero un po' tutti la stessa "voce narrante", e avrei apprezzato forse una differenziazione maggiore di stile per riflettere le loro differenze, questi protagonisti sono davvero colorati, bizzarri e tutti molto diversi fra loro; eppure tutti quanti si trovano in un mondo al limite del collasso ecologico, all’interno di una società rassegnata all’estinzione delle specie animali e vegetali, alla sparizione dei luoghi naturali della propria infanzia a favore di un avanzamento industriale e sociale intensivo e deleterio. Ed è proprio il desiderio di ricongiungimento con le proprie origini che fa loro da miccia per ideare soluzioni innovative e “green”, che puntano a invertire la rotta di questo deterioramento delle risorse naturali, ripristinare un’armonia con la natura, e salvare il pianeta a piccoli passi.
Insomma, alla luce di tutto ciò mi viene da definire questi racconti edificanti, perché non si può leggerli e rimanere indifferenti. Seguendo le storie dei protagonisti, a volte improvvisati, a volte ritrovatisi in una situazione che non avrebbero immaginato ma con un fuoco dentro che proibisce loro di voltare la testa dall’altro lato e fare finta di niente di fronte alla crisi ecologica che hanno di fronte, mi sono sentita ispirata a fare di meglio, e non solo. In mezzo a un panorama artistico che si concentra sull’immaginare gli scenari più drammatici possibili per il futuro dell’umanità, leggere questi racconti mi ha instillato la voglia di immaginare, ogni tanto, qualcosa di più bello, qualcosa di più.
Il mio racconto preferito è stato Verdore, un racconto dalle note oniriche e un po’ folli, che all’inizio non riuscivo a immaginare dove volesse andare a parare ma che alla fine mi ha trascinata in un’atmosfera fluorescente e abbacinante, al limite tra l’entusiasmante e l’inquietante devo ammettere. Ossia proprio quello che piace a me.
Un’altra caratteristica comune ai racconti, come forse avete potuto intuire, è il loro svolgersi attorno a tradizioni che rischiano di venire dimenticate. Il primo della raccolta, per esempio, La tessitura del mare, mi ha introdotta all’affascinante pratica della tessitura del bisso, un’arte di cui ero totalmente all'oscuro e che sono felicissima di aver scoperto, oppure Il maestro delle piccole cose che racconta di una tradizione cinese collegata alla musica e ai canti popolari altrettanto meravigliosa.
Insomma, leggere questa raccolta non solo può intrattenere e divertire con i suoi personaggi colorati, può anche ispirare, far scoprire qualcosa di nuovo, e spingerci a immaginare per noi e per il mondo un futuro un po’ più verde di quello illustrato dalle distopie.
O almeno questo è stato l’effetto che ha fatto a me, e sono felicissima di averlo sperimentato.
Perché leggerlo? Perché è un genere della fantascienza molto raro.
Perché i racconti ti faranno venire voglia di essere un umano migliore.
Perché se ti sta a cuore la natura, fa decisamente per te.
Perché forse sei stanco delle distopie in cui va tutto sempre male!
Perché non leggerlo? Perché se non ti piacciono i racconti e preferisci i romanzi, non fa per te.
Perché se i drammi sono il tuo genere preferito, questo libro non è il tuo!




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