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CODEX IMPERIUM, F. Scozzari - Recensione

  • 4 giorni fa
  • Tempo di lettura: 5 min
copertina del romanzo tra maschere e ombre

Autore: Franco Scozzari


Vuoi leggerlo? Eccolo!


Genere: Ucronia militare, Distopia


Numero pagine: 490


Tempo e spazio: Vari, 1946


Età di lettura: Qualsiasi


Trama: 1946. LA SECONDA GUERRA MONDIALE NON È MAI FINITA. ROMA DOMINA UN’EUROPA SPROFONDATA NEL FERRO E NEL SANGUE.

In un mondo dove l’ordine dell’IMPERIUM è legge assoluta, il controllo non si limita ai confini: si estende alle anime. Ma anche il regime più ferreo ha le sue crepe.

IL DESTINO SI SCRIVE COL FERRO Il tenente Arcadio Tesser guida il plotone Rapax, l’élite della Decima Legione. Non sono semplici soldati: sono lo strumento della disciplina suprema. Insieme alla recluta Ryūhei Nakayama, si troveranno al centro di un complotto che minaccia di far crollare l’intera architettura del potere imperiale.

UN THRILLER UCRONICO OSCURO E CINEMATOGRAFICO Da Roma alle terre desolate di Kharkiv, tra esplosioni che cambiano la storia e scienziati scomparsi nel nulla, Codex Imperium ti trascina in un’odissea militare dove obbedire è l'unico modo per sopravvivere, ma dubitare è l'unico modo per restare umani.

PERCHÉ LEGGERE CODEX IMPERIUM:

  • World-building Immersivo: Una Storia Alternativa dettagliata e inquietante, dove la propaganda e la tecnologia bellica hanno ridisegnato il volto del continente.

  • Tensione Strategica: Operazioni segrete, tattiche militari e un mistero che affonda le radici nei segreti più classificati dell'Impero.

  • Eredità dei Grandi Classici: Se hai amato Fatherland, The Man in the High Castle (La svastica sul sole) o la cruda realtà dei romanzi di Sven Hassel, troverai qui la tua prossima ossessione.

Gloria. Paura. Disciplina.L’Impero non ammette errori.


Recensione: Ci sono romanzi che leggi per seguire una storia e farti intrattenere, e poi ci sono libri che ti prendono per il colletto, ti sbattono dentro il loro mondo e ti costringono a sentirlo, tra polvere, sangue, ferro, fede cieca, guerra.

“Codex Imperium” per me è stato esattamente questo. E ammetto che, per quanto non sia esattamente il mio genere-comfort, mi sono ritrovata dentro questo mondo con una sensazione molto particolare addosso: quella di essere affascinata da qualcosa che al tempo stesso mi inquietava profondamente.

Non è una lettura “semplice”, è un’ucronia militare cupa, violentissima, molto stratificata, dove fede, propaganda, e guerra sono così intrecciati da diventare praticamente indistinguibili, e con al centro l’Imperium, una macchina politico-militare quasi mitologica che si regge su religione e potere ma fratellanza, slogan, riti, e morte.

L’Imperatore non è solo un sovrano, ma una figura quasi divina; la Decima Legione non è solo un reparto militare, ma una comunità di fede, sacrificio e appartenenza, e tutto questo rende l’Imperium al contempo disturbante, inquietante, ma anche estremamente affascinante perché funziona, e fa nascere una delle riflessioni più interessanti del libro: quanto è sottile il confine tra appartenenza e fanatismo? Quanto può essere seducente un sistema che ti promette identità, famiglia, scopo e gloria, purché tu sia disposto a pagare tutto il resto?

Per me il romanzo funziona soprattutto quando entra in scena il Rapax, una squadra d'élite di soldati super addestrati che però si imparano a conoscere anche come persone e come fratelli, perché sono sì spinti dall’Imperium e dagli ideali, ma quando combattono lo fanno per i loro compagni. Sono personaggi grigi, mai “eroi senza macchia” anche quando rischiano la vita l’uno per l’altro, con scopi comprensibili anche quando torturano, manipolano o mentono; e così ci si affeziona, conoscendoli un passo alla volta e vedendoli crescere, evolvere.

In particolare Ryù, il protagonista principale del romanzo e quello che mi è rimasto più dentro. Arriva nel primo capitolo come la nuova recluta, un estraneo che si trova gettato dentro un “branco” già consolidato che fatica ad accettarlo e che anzi, all’inizio non vuole proprio farlo. Ryù deve guadagnarsi ogni centimetro, a partire dall’accettare questo troncamento del suo nome, da Ryūhei Nakayama a semplicemente Ryù.

Il suo percorso è fatto di prove, di nature diverse- fisiche, mentali, sul campo di battaglia, che lo portano un passo alla volta verso il ritagliarsi un posto all’interno di quella famiglia che è il Rapax. Fino (SPOILER!) alla restituzione del suo nome completo da parte del suo comandante, Arcadio.

Questa struttura circolare, che io apprezzo sempre tanto, si trova anche nell’epilogo… ma non farò ulteriori spoiler!

L’aspetto che ho apprezzato di più del romanzo è proprio questo racconto di appartenenza e di famiglia che nasce nel Rapax; non di certo una famiglia sana, ma una famiglia, con le sue regole, i suoi affetti, e tutte le sue peculiarità.

Insomma, per una come me che nei romanzi come prima cosa- o quasi, guarda l’evoluzione e la caratterizzazione dei personaggi, questo libro è stato pazzesco; è davvero un romanzo corale, e nonostante Ryù sia il protagonista, si contende la scena con tutti gli altri, che potrebbero tranquillamente reggere il romanzo anche da soli. Sono tutti estremamente veri e sfaccettati, a volte insopportabili, spaventosi, buffi e divertenti e poi freddi e spietati, e alla fine ho avuto la sensazione assurda di conoscerli tutti davvero.

Codex Imperium è davvero un romanzo enorme, e non solo a livello di lunghezza: presenta un mondo complesso, battaglie, complotti, missioni, succede qualcosa ogni momento e l’ambientazione non sta di certo sullo sfondo. Qui il mondo è ovunque, ci si viene trascinati dentro con una marea di dettagli e ampliamenti del worldbuilding, a volte questa densità è affascinante, perché dà la sensazione di attraversare un universo davvero vivo, altre volte, lo ammetto, per il mio gusto personale mi ha un po’ appesantita. Non perché non succeda nulla, anzi: succede tantissimo. Ma ci sono passaggi molto tecnici e militari, pieni di mezzi, manovre, battaglie descritte in modo minuzioso, che per chi ama il genere saranno una ricchezza, mentre io, che tendo ad agganciarmi soprattutto ai personaggi e all’emotività, in certi momenti ho avuto bisogno di riemergere un attimo e ritrovare il filo umano.

Credo che “Codex Imperium” sia un romanzo con una personalità fortissima. Alla fine, forse, più che per la trama in sé, mi resterà per le sensazioni, compresa quella che ho avuto alla fine della lettura, di appartenere un po’ anch’io al Rapax.

Per quanto forse questo non sia esattamente confortante.


 


Perché leggerlo? Perché se ti piacciono la fantascienza bellica e i romanzi pieni di worldbuilding, qui troverai pane per i tuoi denti.

Perché se ami i gruppi di personaggi che diventano famiglia tra battute, sangue, missioni impossibili e lutti che fanno male, il Rapax ti entrerà sottopelle.

Perché se ti piacciono le storie che non ti mettono davanti protagonisti sempre buoni, ma personaggi complessi, scomodi e moralmente ambigui, qui avrai molto su cui riflettere.


Perché non leggerlo? Se cerchi una lettura leggera o consolatoria, allora non fa per te.

Se ti perdi facilmente tra molti personaggi, reparti, sigle, mezzi e sottotrame, non fa al caso tuo!

Se non ami le scene di guerra molto dettagliate.

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