NINA, NON AVER PAURA 2, Vanessa Barbuto - Recensione
- 3 apr
- Tempo di lettura: 4 min

Autore: Vanessa Barbuto
Vuoi leggerlo? Eccolo!
Genere: Narrativa Sportiva
Numero pagine: 374
Tempo e spazio: Giorni nostri, Inghilterra e Italia
Età di lettura: > 13
Trama: Dopo l’Olimpiade, la vita di Serena cambia: lascia Roma in direzione Manchester insieme a Lorenzo.
Alle prese con una nuova realtà, nuove compagne e una nuova stagione, affronterà il cambiamento per fare quel definitivo salto di carriera. Ma non sarà come l’aveva immaginato.
Tra trasferte in giro per l’Inghilterra e con la Nazionale, allenamenti sotto la pioggia, i rapporti complicati nella nuova squadra la porteranno a scoprire quanto sia fragile, spingendola a mettere in dubbio tutta sé stessa.
Ma Serena deciderà di affrontare un percorso interiore, supportata da chi le è al fianco e dalle nuove e vecchie amicizie. Sarà pronta, finalmente, a brillare?
Recensione: Finalmente il secondo volume di "Nina, non aver paura" è arrivato, virtualmente, tra le mie mani e posso dire con certezza e cognizione di causa che se il primo mi era piaciuto, questo l'ha fatto ancora di più.
Conoscendo le tematiche che avrebbe trattato, avevo delle aspettative che non sono state assolutamente disattese, a partire dal tema principale del romanzo: la depressione.
Tutti sappiamo quanto può essere difficile leggere di depressione in maniera soddisfacente, vista la delicatezza dell'argomento e la soggettività delle esperienze a riguardo. Qui credo che Vanessa Barbuto abbia fatto un ottimo lavoro.
La sofferenza non è strumentalizzata né tantomeno romanticizzata, non troviamo "l'estetica del dolore" e le difficoltà di Serena, la protagonista, non sono idealizzate. Troviamo al contrario un'esperienza di sofferenza molto personale, umana, singola: quella di Serena appunto, che non vuole dare una descrizione universale della depressione né fornire un manuale su come uscirne, ma che, raccontando la sua storia, permette a tutti di sentirci un po' meno soli.
Nelle somiglianze, nelle differenze, negli "scleri" di Serena e nei suoi pianti, nella sua vergogna e nella sua difficoltà di chiedere aiuto perché in fondo è una privilegiata, sta vivendo il suo sogno, c'è chi soffre di più, c'è chi è messo peggio, "io non ho il diritto di soffrire".
E a partire da questa esperienza attraverso l'oscurità e ritorno, si snodano le difficoltà del suo fidanzato, delle sue amiche di una vita e di quelle nuove del Manchester, che cercano di arrabattarsi attorno alle loro di difficoltà, e al contempo tendono un occhio ma più spesso una mano e un intero braccio verso Serena, che come si è subito ritagliata un posto nel loro cuore, così ha fatto anche con me.
Il risultato è un romanzo in prima persona ma che da la sensazione di essere corale, che racconta le mille sfaccettature dell'amicizia, dell'ardore atletico, della resilienza e della sportività, perché ovviamente, come in tutti i romanzi di Vanessa, lo sport non è mai marginale. Qui diventa la fonte di ogni dolore e gioia, il luogo sicuro dove poter respirare un'aria familiare e rassicurante ma anche il capro espiatorio di sofferenze che vengono da più lontano, e il palcoscenico di una crescita di gruppo viscerale.
Ho vissuto la pioggia inglese e il freddo pungente che entra nelle ossa e nel cuore, ho percepito i tentativi goffi delle compagne di Nazionale di dire a Serena "ehi, noi siamo qui per te, stupida!", soprattutto ho sentito sottopelle ogni piccolo gesto di Lorenzo, il fidanzato di Serena, che ha adoperato ogni mezzo che sentiva di avere per non lasciarla sola, nonostante temesse di non essere abbastanza. Ho distinto il suo timore, riconosciuto tutti i non detti dietro gesti timidi e un po' impacciati, anche se non è stato protagonista di questo "spettacolo delle difficoltà" ho sentito chiaro e forte il suo modo d'essere, e mi è piaciuto quasi quanto il dipinto di Serena e delle sue, di sofferenze.
Alla fine, credo che più di tutto il resto questo romanzo parli di reazione: reazione a una compagna che cambia, a una fidanzata che si spegne e alla paura di ciò che le sta accadendo, ai cambiamenti, ai trasferimenti all'estero che, seppur per vivere i propri sogni, a volte si rivelano freddi e solitari, reazione al dolore, alla lontananza di amici e alla vicinanza di altri, alla depressione, ma anche reazione ai propri sogni, ché raggiungerli sembra sempre debba essere per forza il coronamento delle gioie e delle soddisfazioni, un qualcosa di felice e basta, e invece la natura umana è tanto più complessa di così e "Nina, non aver paura 2" ci ricorda che essere umani vuol dire saper trovare mille modi per rimanere insieme, e per sistemare tutte le cose, un pezzetto alla volta, un piccolo passo dopo l'altro.
Perché leggerlo? Se ti piace lo sport e in particolare il calcio
Se vuoi leggere di donne che cercano il loro posto nel mondo.
Se cerchi un romanzo che tratti temi non sempre facili, che racconti il diritto di soffrire e la difficoltà a rialzarsi.
Se ti piacciono romanzi dove azione, segreti, amicizia e amore si fondono.
Perché non leggerlo? Se non ti piace leggere di sport.
Se preferisci gli sport romance puri... ma io te lo consiglierei lo stesso!




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