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OTTATIVO D'AMORE, G. Donati - Recensione

  • 4 mag
  • Tempo di lettura: 5 min
copertina del romanzo I figli del cratere

Autore: Gioia Donati


Vuoi leggerlo? Eccolo!


Genere: Romance, Romanzo Queer, Saga familiare corale, Coming-of-age


Numero pagine: 266


Tempo e spazio: Dagli anni '80 ai giorni nostri, Italia.


Età di lettura: Dai 16 anni


Trama: Nel Gioiaverso, l’amore non si coniuga al futuro: si declina al condizionale. E spesso si coniuga male. Ottativo d’Amore è la storia di ciò che succede quando la grammatica dei sentimenti smette di funzionare, e al posto di un “ti amo” arrivano verbi più incerti: “ti vorrei”, “ti potrei”, “ti avrei scelto, se…”.

Nel Gioiaverso ci sono storie che bruciano, storie che tornano e storie che non finiscono neppure quando sembrano finite. Questa è una di quelle che tornano, puntuali come una ricorrenza emotiva.

Ottativo d’Amore è la vicenda di Samuel Nottola degli Albizi e Tommaso Gentili, due uomini che per oltre vent'anni si sono inseguiti, evitati, desiderati, fraintesi e amati nel modo meno lineare possibile. Il primo coltiva disastri sentimentali con un’eleganza che solo il privilegio permette. Il secondo ha relazioni formali, amanti transitori, promesse mai mantenute, e un silenzio enorme dove dovrebbe esserci il coraggio. Non è un triangolo, non è un romance classico: è la storia di una relazione che cresce in diagonale, evolve a zig zag fino a quando inciampa, si rialza e, contro ogni regola della logica, alla fine funziona.

Intorno a loro ruotano famiglie nobiliari più decorative che utili, ex mogli che non smettono di essere fondamentali, bambini che osservano gli adulti come fenomeni naturali, un gruppo di adulti che si muove tra feste che finiscono sempre tardi, decisioni prese sempre troppo presto, un numero inquietante di bicchieri mezzi pieni, gatti inconsapevolmente erotici e l'immancabile Firenze: elegante, incoerente, sempre complice.

È un romanzo su due vite che si sono sfiorate troppo presto, perse troppe volte, e che alla fine decidono di smettere di sbagliare distanza. Non perché hanno capito tutto, ma perché non hanno più voglia di fingere.

C’è una proposta di matrimonio in due tempi, una casa che diventa grande abbastanza per accogliere tutti, un Natale indimenticabile, e una famiglia allargata che nessun manuale saprebbe spiegare, ma che esiste, cammina, respira, ama. Storta, caotica, vera.

Elegante, ironico, malinconico senza deprimere, luminoso senza mentire: Ottativo d’Amore è la storia di come, a volte, la felicità arriva proprio quando si smette di cercarla in modo ordinato.

Se avete amato Crepacuore, qui troverete la stessa voce: più adulta, più lucida, con meno illusioni ma con la stessa ostinata convinzione che l’amore — anche quando fallisce — sia l’unica cosa che abbia senso raccontare.

Benvenuti nell’unico posto al mondo dove i sentimenti non finiscono: cambiano stanza.


Recensione: Continuo a farmi spezzare il cuore dai romanzi di Gioia Donati, e questa volta tocca a un romance queer per la mia felicità!

Vi dico subito che l'ho letto in meno di 4 giorni, la metà rispetto al primo anche se c'è da dire che anche come lunghezza è ben ben più breve; ciononostante sto iniziando a pensare che questi libri minino la mia rinomata fama di lettrice lenta!

In questo romanzo ritroviamo parecchi personaggi conosciuti, compresi i protagonisti di Crepacuore (vai a vedere la mia recensione!), in vari momenti che ci fanno assaggiare di nuovo le dinamiche di questo gruppo di matti da legare (sempre con affetto!), e che ce le fanno vedere sotto luci nuove, attraverso il loro rapporto con i protagonisti.

Samuel e Tommaso, i due amanti innamorati indecisi e spaventati dall'amore, si scontrano da ragazzi in un antefatto che cambierà tutto per entrambi, ma vuoi mai essere onesti l'uno con l'altro e dirselo! Macché, dovranno passare vent'anni per questo, e anche allora la paura, l'orgoglio, l'insicurezza e il dolore di rifiuti a volte reali e a volte solamente percepiti, li distanziano sempre più.

Fino a quando non imparano ad accettare il giudizio altrui, a vivere la loro vita fregandosene, a venire a patti con le proprie stranezze e con il loro personale concetto di "normalità" che può essere frainteso, giudicato, non capito dagli altri, ma che dev'essere protetto ad ogni costo lo stesso se si vuole sperare di essere felici.

Questo romanzo non si dipana attraverso un intervallo temporale esteso quanto quello del primo, e contemporaneamente le storie dei personaggi secondari si ritagliano meno spazio, rimangono più "al loro posto" pretendendo meno le luci del palcoscenico; e se questo da un lato è un vantaggio, poiché la storia di Samuel e Tommaso risulta più centrale, definita e mi verrebbe da dire ordinata, dall'altro un po' mi è dispiaciuto poiché questa coralità è una delle caratteristiche che mi ha fatto innamorare di Crepacuore.

Lo stile di Gioia Donati si riafferma sempre lo stesso: curato fin quasi all'ossessione (non potrei dirlo in senso più positivo di così), altisonante, estremamente descrittivo e prolisso; se vi piacciono romanzi dal tono asciutto e diretto, questo decisamente non è uno di loro! E difatti ecco legata a questo un'altra caratteristica della scrittrice, ossia la sua capacità di trascinarci all'interno delle ambientazioni e delle epoche in maniera unica, attraverso elementi, dettagli, modi di dire, canzoni, e chi più ne ha più ne metta, che mi hanno permesso di percepire gli ambienti e non solo di leggerli.

In conclusione, anche in questo romanzo si riconferma la passione della scrittrice per il racconto di amori fuori dagli standard, dalle etichette e dal "normale", ammesso che questo "normale" esista. Ci sono nei suoi romanzi tanti tipi di amore quanti sono i personaggi, con tratti unici e peculiari che ci fanno scendere all'interno della complessità dell'essere umano, e quindi nella varietà di vite che possono essere vissute... se solo prendiamo il coraggio di farlo per davvero.

Consiglio questo romanzo? Sì, certo, e lo consiglio a chi cerca una storia che gli spezzi il cuore e a chi vuole gli happy ending, a chi ama le storie corali e non può sopportare di non sapere come finiscono non solo i protagonisti ma anche tutti gli altri, e a chi ama l'amore.



Perché leggerlo? Perché è una storia che ti prende, ti fagocita, e ti fa diventare parte delle vicende come se si parlasse di tuoi amici.

Perché se ti piacciono le saghe familiari e i romanzi corali, questo è TUO

Perché se i romance con storie "da favola" ti hanno stufato, qui troverai pane per i tuoi denti

E perché se, come me, ti piace soffrire un po' per storie emozionanti e travagliate questo romanzo non deluderà assolutamente le tue aspettative!


Perché non leggerlo? Perché se il romance non è il tuo genere, non fa per te.

Perché se non riesci a leggere "mattoni" lunghi hmmm forse è troppo.

Perché se ti perdi tra tanti personaggi e intrecci, potrebbe non fare al caso tuo.

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